Esposizione al rischio di credito: che effetti ha e come ridurla al minimo

L’eventualità che la controparte non paghi quanto pattuito o paghi in ritardo è tra le grandi preoccupazioni di chi fa business. Per questa ragione è fondamentale, prima di concludere un affare che verrà saldato a distanza, analizzare il rischio di credito e rapportarlo al guadagno atteso, come fanno tutti i soggetti che concedono prestiti, categoria nella quale possono essere inclusi in senso lato anche gli investitori in titoli obbligazionari. 
Quest’operazione serve non solo per decidere in merito alla concessione o meno di un credito, ma anche sulle condizioni dello stesso. In particolare, il tasso di interesse che il debitore deve corrispondere è tanto più alto quanto più è elevato il suo rischio di credito. Un indicatore del rischio di credito è costituito dal rating che società specializzate assegnano alla società in questione. Quest’ultimo in parte dipende dalle condizioni dell’azienda (come emerge dai documenti ufficiali e dagli indicatori di rischio), per il resto dall’andamento del ciclo economico (nelle fasi di recessione anche molte aziende con buoni fondamentali potrebbero faticare a onorare i prestiti ricevuti).

Le componenti del rischio: perdita attesa e perdita inattesa

Il rischio di credito non è dato solo dalla possibilità di insolvenza della controparte. Anche il semplice deterioramento del merito creditizio di quest’ultima, che determina una riduzione del valore di mercato della posizione creditoria detenuta, è una manifestazione del rischio stesso a carico del prestatore. Tanto che le banche determinano il rischio di credito anche prendendo in considerazione il cosiddetto LGD, acronimo che sta per Loss Given Default, vale a dire tasso di perdita in caso di insolvenza.
Il rischio di credito si caratterizza per due componenti: la perdita attesa (o expected loss) e quella inattesa. La prima è il valore medio della perdita che il prestatore si attende di subire con riferimento a un credito in un certo arco temporale. Quindi, soprattutto nel caso di prestatori professionali come le banche, questo rischio è già prezzato e riportato nel bilancio aziendale. Al contrario, la perdita inattesa (o unexpected loss) è la possibilità che la perdita effettiva risulti a posteriori superiore della perdita attesa stimata ex ante.

 

rischio di credito


Le regole di Basilea a sostegno del credito bancario

Gli accordi di Basilea sono intese raggiunte a livello internazionale per la gestione del credito bancario che aggiornano le modalità di valutazione del rischio delle aziende, dal momento che i metodi tradizionali di valutazione hanno mostrato i propri limiti man mano che le dinamiche dell’economia e della società si sono fatte più complesse.

Le banche possono utilizzare tre modalità di calcolo della copertura patrimoniale minima obbligatoria a fronte del rischio di credito: 
l’approccio standard che prevede una ponderazione (percentuale che si applica all’ammontare del credito concesso al singolo cliente) in funzione del rating assegnato dalle agenzie di rating; 
il metodo IRB base fondato su rating assegnati da una funzione aziendale della banca secondo dati e metodologie interne. In questo ambito si inquadra, tra gli altri, l’analisi dei gruppi societari, finalizzata a evidenziare le connessioni tra imprese, in modo da identificare le possibili concentrazioni di rischio;
il metodo IRB avanzato, fondato anch’esso sul calcolo di rating interni ma con una complessità maggiore dei precedenti.

Tutti questi criteri sono destinati a essere ulteriormente affinati nel percorso di avvicinamento verso Basilea 4.

Modalità di valutazione del rischio di credito per le imprese

Anche per le aziende è fondamentale prestare grande attenzione all’affidabilità di clienti e partner potenziali per minimizzare il rischio di insoluti. Soprattutto le aziende che hanno tanti clienti devono programmare un’accurata gestione del portafoglio clienti per tenere sotto controllo il rischio di credito e mantenere un buon equilibrio economico-finanziario. 
La strategia di gestione complessiva è determinata dalla valutazione dell’affidabilità sui singoli clienti e prospect, ricalibrata in base al diverso peso che hanno sul business aziendale in termini di commesse e di fatturato generato.

 
componenti del rischio
 

Per controllare la situazione creditizia le aziende hanno a disposizione diversi strumenti che consentono analisi di tipo descrittivo ma anche predittivo
È possibile in primo luogo accedere ai documenti pubblici ufficiali, come il bilancio aziendale che riporta lo stato economico, finanziario e patrimoniale delle società di capitali, e il Fascicolo Camerale, conservato presso le Camere di Commercio, che riporta la documentazione completa come la Visura Camerale, lo statuto, le società controllanti e le partecipazioni in altre società ed eventuali pratiche in istruttoria. Quindi è opportuno raccogliere i dati relativi a eventuali procedure concorsuali, sequestri di quote, ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria e procedure volontarie.
Per monitorare le situazioni critiche o presunte tali può essere utile analizzare anche altri elementi, come le pregiudizievoli a carico di immobili collegati alla società in esame, e la visura protesti, che consente invece di prendere atto del registro informatico dei protesti, contenente i mancati pagamenti accertati da un Ufficiale Levatore. 
Oltre ai documenti ufficiali, che fotografano la situazione in un momento e richiedono un monitoraggio continuato nel tempo, per facilitare il lavoro del manager può essere utile affidarsi anche a documenti non ufficiali e a report analitici o sintetici realizzati da consulenti privati qualificati e dotati di apposita licenza per operare.

Conoscere i partner per ridurre l’esposizione al rischio

Qualunque tipo di valutazione venga adottata in azienda, può essere utile affiancarvi anche un’operazione di raccolta e analisi di business information, che fornisca dati e indicazioni fondamentali per verificare la solidità dei partner d’affari, misurare l'affidabilità finanziaria e tenere sotto controllo gli effetti sul rischio di credito.
Tra le varie aziende che offrono questo tipo di servizi, Innolva si caratterizza per la qualità dei dati e l’expertise accumulata nel campo. Con oltre 15 miliardi di datapoint significativi, più di 200 paesi interessati dalla raccolta, 220mila gruppi societari e 5 milioni di relazioni societarie censite, Innolva mette a disposizione dei propri clienti un servizio di reportistica e analisi accurato di credit information. Un rapporto approfondito che prevede sia un’offerta online per affidamenti in tempo reale, sia lo studio di un analista esperto che valuta le informazioni emerse dai documenti ufficiali arricchendole con approfondimenti sulle fonti ufficiose e il contesto di riferimento completa l’offerta rivolta alle società e istituti finanziari, oltre a valutare l’esposizione del rischio di portafoglio. 


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