I vantaggi della supply chain finance

Finanziare il capitale circolante, quindi crediti, debiti e scorte, in modo da garantire la sostenibilità delle filiere e salvaguardare la competitività del sistema-Paese. È l’obiettivo alla base dei sistemi di supply chain finance, che assumono un rilievo particolare non solo alla luce della congiuntura che stiamo attraversando (rallentamento della crescita economica e fine delle moratorie sui prestiti), ma anche perché la normativa comunitaria rende sempre più complicata la concessione dei crediti da parte delle banche, spingendo così le imprese a cercare alternative. Queste ultime azionabili, laddove le proprie forze non sono sufficienti, facendo leva sul valore dei partner e dei fornitori che fanno parte di una medesima catena di fornitura. Un approccio che permette soprattutto alle Pmi di far leva sulla forza dell’impresa capofiliera per non pagare dazio alle restrizioni creditizie e ai cronici ritardi nei pagamenti che caratterizzano il nostro Paese.

La forza della filiera

I sistemi produttivi e distributivi sono sempre più strutturati in filiere e questo accresce la dipendenza di un’azienda da ciò che avviene a partner e fornitori. Vale per le fasi di difficoltà, ma anche come opportunità. Nel secondo ambito rientra proprio la supply chain finance, che consente di finanziare il capitale circolante attraverso meccanismi innovativi che garantiscono ricadute positive a vasto raggio: dalla riduzione delle scorte e dei crediti commerciali all’efficientamento dei processi lungo la filiera, fino alla riduzione del rischio di fallimento per imprese cruciali della catena, che si trovano ad attraversare una fase di temporanea difficoltà.

 

supply chain finance

 

Soluzioni intelligenti e avanzate

Sul mercato si sono sviluppate numerose soluzioni avanzate di finanziamento del circolante. È il caso del reverse factoring, noto anche come credito di filiera, che capovolge la logica del factoring tradizionale per favorire l’accesso al credito delle imprese facenti parte di una filiera produttiva. Infatti in questo caso è l’impresa debitrice a cedere alla banca il credito vantato nei confronti dei fornitori, e non il creditore a rivolgersi al factor per chiedere l’anticipo sui crediti, come invece avviene nel factoring tradizionale. Un’alternativa è costituita dal reverse factoring evoluto, che fa leva sulla maggiore disponibilità di informazioni offerta dalla fatturazione elettronica per anticipare le fatture in modo flessibile, riducendo rischi e quindi costi delle operazioni. 
C’è poi il purchase order finance, che consente a un’azienda di utilizzare un ordine ricevuto da un cliente con elevato merito creditizio come garanzia per ottenere un finanziamento. Così, se ad esempio un fornitore riceve un ordine che non è in grado di soddisfare a causa di una carenza della liquidità necessaria per lo svolgimento delle operazioni, può rivolgersi a un operatore del finance per coprire tramite finanziamento una parte dell’ordine.
Il dynamic discounting ha invece il suo elemento cruciale in una piattaforma tecnologica attraverso la quale il cliente propone al fornitore un pagamento anticipato in cambio di uno sconto sul valore nominale della fattura, il cui ammontare sarà proporzionale ai giorni di anticipo. 
L’inventory finance è un finanziamento di breve termine delle scorte attraverso una linea di credito, mentre l’invoice trading consiste nella cessione di un credito commerciale, generalmente nella forma tecnica di pro-soluto, seguito dall’anticipo di denaro.

 

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Collaborazione tra partner di filiera

Lo sviluppo del supply chain finance avviene in parallelo con la diffusione di nuove soluzioni di collaborazione tra partner di filiera. È il caso del vendor managed inventory, che consente ai fornitori di monitorare in tempo reale le scorte dei propri prodotti presso i clienti per definire autonomamente, secondo vincoli contrattuali predefiniti, quando e quanto rifornire i magazzini. 
Con il consignment stock, invece, la merce viene stoccata nel deposito del cliente, ma rimane di proprietà del fornitore finché il primo non la preleva. Così il cliente deve fronteggiare costi minori di gestione e di immobilizzo finanziario. Un’altra opportunità è data dal collaborative planning, forecasting and replenishment, basato sullo scambio di consuntivi e stime di vendita tra partner di business. In questo modo si possono ridurre i costi di magazzino e, al tempo stesso, incrementare le disponibilità di prodotti lungo la supply chain.
Applicazioni differenti, dunque, ma tutte accomunate da un approccio collaborativo tra aziende che compongono una medesima filiera, che migliorano l’interazione e le analisi previsionali grazie alle nuove frontiere offerte dall’evoluzione digitale, dall’intelligenza artificiale ai big data, dall’internet of things alla blockchain.
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