La gender equality spinge il business delle aziende

È soprattutto una questione di opportunità. Il tema della gender equality declinato in ambito aziendale riguarda le condizioni di accesso non solo al mercato del lavoro, ma anche alle posizioni di vertice o quanto meno in linea con le aspettative e le capacità dei singoli. Secondo uno studio realizzato da Innolva, se guardiamo agli esponenti di rilievo (come titolare d’impresa, socio, proprietario, presidente o consigliere delegato), nelle imprese italiane l’82% delle posizioni è ricoperta da un uomo contro il 18% delle donne. Questo a fronte di sensibili differenze tra i settori: nel comparto della logistica e dei trasporti non si va oltre il 15%, mentre nel segmento denominato “Altri servizi” si arriva al 45%. Infine, quanto alla tipologia delle società, la presenza femminile è più massiccia tra quelle personali rispetto alle società di capitali.
E la sproporzione è ancora maggiore se si considerano altri ruoli di peso come direttore (o vice), sindaco o procuratore, con la presenza in rosa che in questi casi non supera in media il 25%, vale a dire appena un quarto del totale. Tutto questo a fronte di ricerche sulle performance universitarie, che indicano come le donne facciano meglio degli uomini. Secondo le ultime rilevazioni di Almalaurea, concludono gli studi in corso il 60,2% delle donne rispetto al 55,7% degli uomini, mentre il voto medio di laurea è rispettivamente pari a 103,9 e 102,1/110.

 

Gender Equality

 

La parità di genere: un lungo percorso

Eppure sono passati 45 anni da quando il Parlamento italiano ha approvato la legge (n. 903/1977) sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. Non solo per queste ultime è più complicato trovare lavoro e fare carriere, ma anche quando ci riescono, si trovano spesso a fare i conti con stipendi più bassi a parità di ruoli.
Il divario è presente anche sul piano remunerativo, fenomeno identificato come gender pay gap. A questo proposito, un’analisi dell’Eurostat segnala che la retribuzione oraria lorda di una donna europea nel 2020 è stata più bassa del 13% rispetto ai colleghi uomini.
Una situazione alla quale l’Unione europea prova a dare risposta con il Gender Equality Plan 2022-2024, strumento che, recependo le indicazioni europee sulla parità di genere, si pone come obiettivo di favorire un cambiamento culturale e strutturale nel contrastare le discriminazioni di genere. Il piano di azione comunitario individua cinque aree di intervento che prevedono temi come l’equilibrio vita privata e vita professionale, pari condizioni nel reclutamento e nelle progressioni di carriera, nonché integrazione della dimensione di genere nella ricerca e nei programmi di formazione.

Gender gap: criteri quantitativi e qualitativi

Quando si parla di gender gap si fa riferimento a una serie di criteri valutativi, che vanno dalle opportunità di crescita in azienda all’equità remunerativa, dalle policy per la gestione della gender diversity alle strategie per la tutela della genitorialità. Tutti aspetti presi in considerazione dagli enti che si occupano di certificare il rispetto di questi criteri qualitativi e quantitativi.
Agire per contrastare il divario di genere in azienda non risponde solo a criteri di giustizia sociale, ma anche a obiettivi economici infatti può avere impatti molto positivi anche sui fondamentali di bilancio.  Un’analisi condotta dall’Istituto europeo per la parità di genere (Eige), una piena parità di genere porterebbe il Pil pro-capite dell’Unione europea a crescere tra il 6,1% e il 9,6% entro il 2050 (+2% già alla fine di questo decennio), un progresso tutt’altro che trascurabile, soprattutto se si considera la debolezza della congiuntura nel Vecchio Continente da due decenni a questa parte. I miglioramenti dell’uguaglianza di genere creerebbero nuovi 10,5 milioni di posti di lavoro nel 2050, di cui il 70% donne. Inoltre, va ricordato che i nuovi posti di lavoro occupati dalle donne sono particolarmente importanti perché possono contribuire a ridurre la povertà.

 

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I servizi di business information di Innolva

Conoscere le politiche aziendali in tema di gender equality può essere molto importante per chi fa business. In caso di scandali o cattive notizie, spesso la portata in termini di immagine negativa non si limita all’organizzazione coinvolta, ma ricade anche sui partner e gli altri componenti della filiera. E il tema ESG oggi assume un peso cruciale nei comportamenti di consumatori, aziende e investitori, piccoli e grandi.
Le informazioni commerciali di Innolva su imprese e persone fisiche sono utili in tal senso, dato che integrano i dati ufficiali con analisi provenienti da bilanci e banche dati proprietarie. Il soggetto è affidabile? Riuscirà a mantenere gli impegni economici? Sono alcuni dei quesiti ai quali è possibile rispondere attraverso questo strumento che consente di valutare la solvibilità e l’affidabilità creditizia di clienti, fornitori e partner. Il monitoraggio consente di essere sempre aggiornati sulle variazioni che intervengono sui soggetti analizzati per compiere scelte efficaci nella gestione, tutela e sviluppo del business.

 

 


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