Cessione del credito e recupero crediti: tutto quello che devi sapere

Esistono operazioni finanziarie, la cui importanza cresce all’inasprirsi delle crisi e la cessione del credito è sicuramente una di queste. In tempi economicamente difficili come quelli attuali le aziende non possono infatti permettersi di attendere troppo a lungo prima di incassare le fatture, ma fortunatamente esiste la possibilità di cedere il proprio credito a chi si occupa di incassarlo, dietro ovviamente un pagamento che il più delle volte avviene sotto forma di sconto sull’importo della fattura. Questa operazione permette di ottimizzare il capitale circolante e cioè di avere una migliore disponibilità di risorse liquide a fronte di un inalterato andamento delle vendite e degli acquisti. Senza dunque dover necessariamente aumentare le vendite o ridurre gli acquisti è possibile avere più soldi in cassa. Per sfruttare al massimo i benefici che la cessione del credito può dare è però necessario conoscerne bene il meccanismo e i dettagli. Tutte cose che andremo a spiegare in questo articolo.

Come funziona la cessione del credito

Se vendo un bene per 100 euro con termini di pagamento a sei mesi ho davanti due opzioni: attendere sei mesi oppure vendere il credito a un operatore finanziario specializzato in questa tipologia di operazioni. Questa società attenderà sei mesi e poi passerà all’incasso. Io nel frattempo avrò però già ricevuto il dovuto, anche se decurtato di una determinata percentuale che varia a seconda delle condizioni dell’accordo con la società finanziaria. La mia azienda avrà il vantaggio di avere subito a disposizione la liquidità per intraprendere altre operazioni, mentre la controparte, cioè la società che ha comprato il credito, guadagnerà sulla differenza fra la cifra pagata e l’effettivo importo della fattura. Il contratto di cessione del credito prevede numerose clausole ma quella più importante è quella che indica se la vendita è “pro soluto” o “pro solvendo”. Una differenza fondamentale che nel prossimo paragrafo spiegheremo nel dettaglio. Un adempimento formale, senza il quale l’operazione di cessione del credito non è valida, è invece la notifica al debitore che il suo debito è stato ceduto a qualcun altro.

cessione credito


La differenza fra cessione "pro soluto" e "pro solvendo"

Dietro queste due espressioni latine si celano grandi differenze di prezzo. La cessione del credito nella modalità “pro solvendo” è più vantaggiosa in termini di incasso per la società che cede la fattura ma anche più rischiosa, perché il rischio d’insolvenza resta in capo al venditore. Si deve cioè accollare tutti i problemi di un eventuale mancato pagamento. Viceversa la modalità “pro soluto” prevede che venga ceduto l’intero “pacchetto”, inclusa la possibilità che il debitore non saldi il dovuto. E va da sé che maggiori sono le probabilità che questo avvenga, tanto minore sarà il prezzo a cui passerà di mano la fattura. Per entrambe le controparti il monitoraggio del rischio diventa così cruciale e lo è in particolar modo per le aziende che accettano la cessione del credito “pro soluto”. In questo frangente entra sempre in gioco un’indagine di Business information, che ha l’obiettivo di stabilire il grado di solvibilità del debitore.

A chi rivolgersi per cedere il proprio credito

Le aziende che intendono avvalersi dello strumento della cessione del credito possono teoricamente farlo con qualsiasi compratore interessato all’affare. Nella pratica però l’indirizzo giusto è quello di una società di factoring, che nella maggior parte dei casi è di origine bancaria. Il factoring è un servizio che ruota attorno alla cessione dei crediti ma non si limita a questo; le società del settore si occupano infatti di tutto ciò che è necessario per la gestione dei crediti, includendo quindi la contabilizzazione, la riscossione e la garanzia del credito che, nella maggior parte dei casi, si concretizza appunto con una cessione “pro soluto”. Le banche che accettano direttamente la cessione del credito sono solitamente le più piccole, mentre quelle di maggiori dimensioni hanno all’interno del proprio perimetro una vera e propria società di factoring.

cessione e recupero del credito

L’importanza del monitoraggio del rischio

Se da un lato la cessione del credito rappresenta un’arma in grado di concedere grande flessibilità finanziaria alle imprese, dall’altra richiede di essere gestita molto attentamente perché ogni debito porta con sé il rischio di default. Fortunatamente però esistono efficaci strumenti anche per far fronte a questo pericolo. E non è un caso che vengano utilizzati sia da chi cede il credito sia da chi lo compra. Si tratta del monitoraggio del rischio, operazione che avviene tramite l’aggiornamento costante e tempestivo di tutti i cambiamenti sul fronte dello stato economico-patrimoniale, delle proprietà immobiliari e degli assetti societari del debitore. Per fare ciò si rivolgono a Camere di Commercio, Registri Immobiliari e Tribunali a livello nazionale, integrando tutti i documenti che riescono a recuperare tramite questi canali con informazioni a valore aggiunto. Le società che offrono questo servizio accendono dunque un faro sullo stato di salute finanziaria del pagatore in grado di rilevare ogni variazione che possa in qualche modo mettere a rischio il pagamento, garantendo non solo flessibilità ma anche sicurezza. Una regola che vale soprattutto per chi cede il credito ed ha interesse a farlo rendere il più possibile: le società di factoring e le banche tendono infatti a presentare offerte al ribasso, ma con la giusta documentazione a corredo è possibile ottenere di più, arrivando a un compromesso che tuteli gli interessi di entrambe le parti.
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