Come riscuotere un credito commerciale

La preoccupazione più grande per chi concede un credito commerciale è di non vederselo restituire. Un timore particolarmente spiccato in questa fase di crisi economica, che mette a dura prova anche l’affidabilità di partner e clienti che fin qui si sono mostrati più solidi. Ecco perché può risultare utile raccogliere una serie di informazioni non solo sull’azienda in questione, ma anche sulle modalità e la normativa relative al recupero crediti.

Sono le piccole e medie imprese a pagare il prezzo più elevato

Secondo uno studio realizzato da Bva-Doxa per Sap Concur, le difficoltà riscontrate nel gestire i pagamenti di clienti e fornitori costano alle PMI italiane annualmente circa 10 mila euro. Ovviamente si tratta di una media, sotto la quale si trovano situazioni anche molto differenti tra loro, ma il dato è indicativo della “tassa” impropria che le aziende della Penisola devono sopportare annualmente. Con ricadute negative sui bilanci, che pesano soprattutto nelle fasi di congiuntura negativa come quella che stiamo vivendo. 
Lo studio segnala che i ritardi nei pagamenti delle fatture colpiscono in maniera diffusa quattro aziende su dieci, coinvolgendo in particolare le  microimprese dei settori della manifattura e della produzione. Gli acquirenti che pagano in ritardo solitamente adducono problemi di liquidità. Questo spinge l’acquirente a non saldare a sua volta le fatture pendenti, alimentando un circolo vizioso difficile da interrompere e che inevitabilmente finisce con il colpire soprattutto le realtà di minori dimensioni, che hanno spalle meno robuste di quelle più strutturate.

riscuotere credito commerciale

Fonte: Bva-Doxa via Italia Oggi

Procedure per la riscossione dei crediti scaduti

Quando il debitore non paga quanto dovuto e nei tempi prestabiliti, il creditore può attivarsi per riscuotere la somma. La prima cosa da fare è accertarsi di aver messo la controparte nelle condizioni di adempiere alla sua obbligazione (ad esempio fornendo tutti i documenti e i dati necessari per effettuare il pagamento), quindi procedere con un sollecito di pagamento in via amichevole e, se necessario, successivamente in via formale, chiedendo la messa in mora della controparte. In caso di ulteriore, mancato pagamento, sarà possibile ricorrere a una serie di strumenti legali. A questo proposito è fondamentale appurare che il credito sia certo (con il creditore in possesso di tutti gli elementi per dimostrare l’esistenza del suo diritto, come la fattura e il documento di consegna dei beni), liquido (cioè chiaramente identificato nel suo ammontare) ed esigibile (se cioè non vi sono termini o condizioni che ne impediscono il pagamento da parte del debitore, come succede ad esempio se la fattura non è scaduta).
La richiesta di pagamento, con tutte le indicazioni per procedervi, può essere fatta tramite raccomandata a/r o posta elettronica certificata, in modo da avere una prova dell’avvenuta ricezione del messaggio da parte del destinatario. Il sollecito può essere inviato anche dallo stesso creditore, senza ricorrere a uno studio legale.

I tentativi di conciliazione e il ricorso al giudice

In termini generali, la prescrizione dei crediti commerciali è fissata in dieci anni dal momento in cui sorge il credito, mentre i termini sono più brevi in casi particolari, dai cinque anni per i crediti previdenziali ai due anni per quelli derivanti dai sinistri stradali.
Se l’invio dei solleciti non porta al pagamento, il creditore può ricorrere all’autorità giudiziaria. Anche se prima di agire in giudizio è possibile (e in alcuni casi obbligatorio) cercare la conciliazione presso un organismo di mediazione accreditato dal ministero della Giustizia. Se anche questa strada non porta i risultati sperati, il creditore può appellarsi al giudice, con quest’ultimo che ha il potere di disporre il pignoramento dei beni del debitore, sui quali sarà possibile procedere all’esecuzione forzata al fine di saldare l’importo dovuto.
Il ricorso al tribunale può avvenire per ingiunzione (il creditore fornisce tutte le prove relative all’esistenza del credito e il giudice può emettere decreto ingiuntivo ordinando al debitore il pagamento della somma) o per rito ordinario (dando vita a un vero e proprio processo civile per accertare le richieste del creditore).

 

riscuotere credito commerciale

Il ruolo delle società specializzate nel recupero crediti

Spesso il creditore non ha né le competenze, né il tempo per dedicarsi in prima persona a queste procedure. È in questo spazio di mercato che si collocano i professionisti del recupero crediti, la cui attività – semplificando al massimo – consiste nel percorrere tutte le strade per sollecitare il pagamento dovuto. Le procedure di recupero crediti prevedono diversi approcci che, a seconda della tipologia e dello stato del credito e del debitore, possono essere servizi stragiudiziali, servizi prelegali e servizi giudiziali, che comportano la sentenza di un giudice. In realtà una procedura efficiente dovrebbe risolvere l’attività di recupero prevalentemente in via stragiudiziale, e solo in minima parte giungere a processo, in modo da ottimizzare i tempi e i costi per l’azienda.

Come per tutte le attività economiche, gli operatori sono tanti ed è fondamentale selezionare con attenzione la società di recupero crediti più adatte alle proprie esigenze. Il consiglio è scegliere una società riconosciuta oppure, se non conosciamo bene il settore, valutarne l’affidabilità analizzando le competenze dimostrate e il track record.

Ad esempio la tempestività di intervento è un fattore chiave nella riscossione di un credito. Trascorsi sei mesi, le probabilità d’incasso diminuiscono del 30%. È fondamentale intervenire con rapidità e definire la strategia più adatta perché i crediti e i debitori non sono tutti uguali. Così come – spiega la società specializzata Innolva (www.innolva.it/it-IT/Soluzioni-offerte/Recupero-crediti) – è importante agire con interventi di progressiva incisività in modo da massimizzare le possibilità di successo, recuperando l’intera somma oppure preferendo una liquidazione limitata ma certa, cercando al contempo di salvaguardare il rapporto cliente-debitore quale bene prezioso. Un altro valore aggiunto, nel caso della strategia giudiziale, è dato dalla presenza di una rete capillare di avvocati che opera sul foro del debitore, in modo da svolgere un intervento giudiziale completo, dal decreto ingiuntivo alla fase esecutiva. 

Perché un credit manager può aiutare le aziende a migliorare gli incassi

Spesso i ritardi negli incassi sono dovuti a carenza delle aziende nel monitoraggio e nella riscossione dei crediti. Per questo è in crescita la ricerca di credit manager, professionisti che valutano i fattori di rischio che possono influenzare le domande e le approvazioni dei prestiti. Un compito che richiede competenze legali, amministrative, commerciali e anche finanziarie.
Quindi il credit manager si occupa di assicurare una gestione fluida del credito e l’attività di recupero crediti è una delle mansioni che gli possono essere affidate. Tuttavia solo poche aziende possiedono al proprio interno una figura di questo tipo. Per tutte le altre, la soluzione più percorribile è quella di rivolgersi alle società specializzate che seguiranno le procedure di recupero credito dell’azienda in collaborazione con il manager responsabile. 

Problemi con i debitori e difficoltà nel recupero crediti? Scopri i servizi di Innolva per le aziende


Vuoi dare più forza e valore al tuo business?
PROVA UN SERVIZIO
ARTICOLI SIMILI