Come gestire il rischio di credito se sei una PMI

Le piccole e medie imprese sono la struttura portante dell’economia italiana, nonché il suo punto di forza. Nonostante le dimensioni ridotte rispetto alla concorrenza straniera, hanno una grande capacità di innovazione, che spesso permette loro di essere leader mondiali nelle nicchie di mercato. Una struttura aziendale “piccola” è poi sinonimo di agilità e dinamismo, fattori che risultano essere molto utili quando si tratta di conquistare nuovi mercati o reagire velocemente a situazione impreviste.
Le proporzioni medie contenute delle aziende italiane portano però con sé non solo vantaggi ma anche, inevitabilmente, svantaggi. Il fatto di avere una struttura snella costringe molti imprenditori a rinunciare a figure o divisioni che nelle grandi multinazionali sono standard.

Vantaggi e svantaggi di essere una “piccola” impresa

Un perfetto esempio di questa situazione è il credit risk management. Le PMI italiane nella maggior parte dei casi hanno al proprio interno solo una persona dedicata a questo compito oppure le funzioni di questa figura sono delegate a persone che si occupano anche di altri compiti (es. Amministrazione clienti). 
Nelle multinazionali e nelle grandi aziende esiste invece sempre un intero ufficio dedicato, composto da numerosi professionisti, che producono report interni sull’affidabilità delle aziende partner, studiano bilanci e aggiornano i rating di credito.
Agevolano insomma il compito del top management, che può così prendere decisioni strategiche avendo il maggior numero possibile di informazioni in mano, e aiutano altresì le divisioni commerciali e riducono il carico delle amministrazioni in tema di recupero crediti. E questo per il semplice fatto che gli insoluti diventano meno frequenti.

 

Come gestire il rischio di credito se sei una PMI

 

Gli ostacoli al recupero crediti in Italia

La situazione delle piccole e medie imprese italiane è resa ancora più complicata dalla difficoltà, dalla lentezza e dal costo delle procedure per il recupero dei crediti.
Secondo uno studio dell’EBA, l’autorità bancaria europea, in Italia ci possono volere anni prima di arrivare alla fine di una procedura di recupero credito. Sempre in Italia, la quota dei Non performing loans recuperata si ferma in media al 17%, un numero inferiore alla media europea.
La situazione migliora, ma non troppo, se si escludono dal calcolo i crediti bancari che hanno procedure particolarmente complesse e lente. Secondo il X Rapporto Unirec, l’associazione di categoria delle imprese che fanno recupero crediti, la percentuale sale al 34%. Si tratta però di un dato medio e questo significa che qualche azienda è riuscita a recuperare tutta la somma dovuta ma che ce ne sono altre che sono rimaste a bocca asciutta.
Spesso l’impiego di un solo credit risk manager interno, per quanto bravo possa essere, non è sufficiente ad arginare questi pericoli. Ma una soluzione c’è.

La soluzione si chiama Risk Management

La soluzione fortunatamente però esiste e si chiama Risk Management
Le PMI si possono cioè rivolgere a società specializzate nel monitoraggio del rischio, anche il rischio di credito, che svolgono esattamente lo stesso lavoro delle imponenti divisioni di risk management delle multinazionali estere, in qualità però di consulente esterno
Un po’ come avviene con le società di consulenza informatica o strategica: si affida a loro un compito ben definito nel quale sono specializzate. E seguendo questa strada si ottengono i risultati migliori senza dover effettuare ingenti investimenti che, nella maggior parte dei casi, non porterebbero altrettanti benefici.
Queste società esterne, come per esempio Innolva, forniscono dunque un servizio professionale di raccolta e analisi delle informazioni commerciali per valutare l’affidabilità dei clienti e cogliere in anticipo i segnali di rischio, senza caricare le PMI di costi fissi o di strutture del personale che non sono loro mai appartenute. 
Questa soluzione, oltre ad assicurare un monitoraggio del rischio di credito realizzato con altissima professionalità e tempestività, preserva l’agilità delle PMI, che possono così concentrarsi su quello che sanno fare meglio: la produzione e l’incremento della profitability.

 

Come gestire il rischio di credito se sei una PMI

 

Quando conviene rivolgersi a un Risk Management Consultant

Le società specializzate nel monitoraggio del rischio studiano i bilanci, raccolgono informazioni attraverso molteplici fonti e canali e aggiornano i report non appena emerge qualche nuovo elemento o un fattore già incluso nell’analisi subisca una modifica.
Per esempio, se l’azienda oggetto del monitoraggio cede un immobile e vi iscrive un’ipoteca, il cambiamento viene immediatamente incluso nel rating finale inviato al cliente. 
E lo stesso avviene quando viene depositato un bilancio o annunciata un’operazione societaria. La ricerca è poi estesa agli imprenditori che controllano l’azienda, in modo che all’analisi non sfugga alcun dettaglio. 
La continuità del monitoraggio è indispensabile per mantenere sotto controllo la situazione e per cogliere in tempo i segnali anticipatori del peggioramento di uno o più partner, i cosiddetti early warning indicators. Solo così la PMI che si rivolge a un’azienda specializzata nel risk management può essere sicura di prendere le proprie decisioni su elementi solidi e aggiornati.
Prendendo la strada del consulente esterno, invece che della squadra interna, è infatti possibile ottenere risultati superiori perché si riesce a intercettare i problemi prima che diventino difficili da gestire. L’analisi predittiva necessita di professionisti e di strumenti che richiedono investimenti che le imprese, soprattutto se di piccole e medie dimensioni, non possono permettersi. Affidandosi a un consulente si può inoltre definire una strategia di gestione dell’insoluto o del mancato rimborso coerente con il profilo comportamentale e di rischio del debitore e basata su evidenze oggettive.


Vuoi dare più forza e valore al tuo business?
PROVA UN SERVIZIO
ARTICOLI SIMILI