Cessione del credito: pro soluto, pro solvendo e principali alternative valide

Cedere un credito è un’operazione molto comune, che ha come obiettivo quello di migliorare la liquidità di un’azienda. E questo succede non solo quando il credito è in sofferenza, cioè quando tarda ad essere pagato e il debitore è in uno stato di insolvenza, ma anche quando è un buon credito. Semplicemente l’azienda preferisce accordare uno sconto all’acquirente che acquisisce il credito da incassare e avere la disponibilità immediata dei liquidi. Questo succede soprattutto con le fatture, il cui pagamento è stato pattuito a distanza di diversi mesi. Non sono infatti rari gli accordi, volti a favorire la chiusura di un contratto, in cui si va ben oltre i canonici tre mesi.

Ma vediamo nel dettaglio che cosa è la cessione del credito, quali sono le differenti forme in cui può essere realizzata, a chi conviene e quando non può essere fatta. Da ultimo infine analizzeremo quali alternative esistono alla cessione del credito per chi non volesse percorrere questa strada.

La cessione del credito nel Codice Civile (articolo 1260)

Innanzitutto va detto che la cessione del credito è un’operazione disciplinata dall’articolo 1260 del Codice Civile che stabilisce che “il creditore può trasferire a titolo oneroso o gratuito il suo credito, anche senza il consenso del debitore, purché il credito non abbia carattere strettamente personale, o il trasferimento non sia vietato dalla legge”. 
L’articolo stabilisce dunque chiaramente che il credito può essere ceduto anche quando il debitore non è d’accordo con questa operazione. L’unico obbligo per il creditore è quello di darne comunicazione al debitore. Come stabilito dall’articolo 1264 del Codice Civile: “La cessione ha effetto nei confronti del debitore ceduto quando questi l'ha accettata o quando gli è stata notificata”.
Esistono alcuni casi in cui la cessione non è valida e cioè quando il credito ha “carattere strettamente personale”, come per esempio i crediti alimentari, e nel caso in cui l’acquirente rientri in determinate categorie professionali e per alcune specifiche tipologie di crediti, come per esempio i giudici o altri soggetti specifici (come stabilito dall’art. 1261 C.C.).

 
Cessione del credito: pro soluto, pro solvendo e principali alternative valide


Le due principali tipologie di cessione del credito

Le tipologie di contratto per la vendita dei crediti sono ovviamente molto numerose, ma ci sono due macrocategorie, pro-solvendo e pro-soluto, che si differenziano in base a quale controparte si assume il rischio di un’eventuale insolvenza del debitore. Se il rischio resta in capo all’originario titolare del credito, che in termini tecnici è indicato come “cedente”, l’accordo viene detto “pro-solvendo”. Se viceversa la vendita trasferisce anche il rischio del credito e non solo l’incasso dilazionato, viene detto “pro-soluto”. In questo caso il cessionario, ovvero colui che acquista il credito, andrà incontro a una perdita nel caso in cui il debitore, ovvero il “ceduto”, non dovesse far fronte ai propri obblighi.

Va da sé che la vendita pro-soluto e quella pro-solvendo abbiano trattamenti economici diversi. In generale, più piccola è la possibilità di recuperare il credito ceduto, più grande sarà lo sconto sul credito riconosciuto al cessionario e minore la somma che sarà corrisposta al cedente. In caso di vendita “pro-soluto”, questo sconto è generalmente superiore rispetto a quello della vendita “pro-solvendo”. Questo avviene in considerazione del fatto che, in caso di inadempienza da parte del debitore, nella cessione “pro-soluto” il cessionario non può rivalersi contro il cedente, che ha garantito solo per la sussistenza e validità del credito, mentre in quella “pro-solvendo” può invece farlo.

Come funziona il factoring

La cessione del credito è una branca molto sviluppata della finanza e prende il nome di factoring. Tutti i grandi gruppi bancari hanno una controllata specializzata in questa attività ed esistono anche numerose società finanziarie che operano nel settore. Si rivolgono alle società di factoring le aziende che cercano di incassare più rapidamente le proprie fatture. Fatture “certe” ma semplicemente con termini di pagamento più lunghi di quelli che un imprenditore ritiene ottimali per il capitale circolante della propria azienda. 
Le imprese che scelgono queste soluzioni ottengono diversi vantaggi: tra i principali ci sono la maggiore liquidità per la gestione e la comodità di concedere a terzi l’onere del recupero, in modo da concentrarsi sul core business aziendale.

 

Cessione del credito: pro soluto, pro solvendo e principali alternative valide

 

Le alternative alla cessione del credito

Comportando vantaggi ma anche qualche svantaggio, molte aziende decidono di battere strade alternative alla cessione del credito. 
Le azioni che si possono intraprendere in questo senso sono fondamentalmente due:
- accertarsi del buono stato di salute finanziaria di ogni nuovo partner commerciale, attraverso un’analisi dettagliata e il controllo periodico della solvibilità; 
- affidarsi a una società specializzata nel recupero dei crediti, ad esempio Innolva, che offre soluzioni personalizzate per il controllo e il recupero del credito nelle sue varie fasi

Grazie al monitoraggio costante si riducono grandemente i rischi di fatture inevase e si possono altresì spuntare tempistiche di pagamento a breve termine. Nel caso in cui il debitore tardasse a saldare il dovuto, una società specializzata nel recupero crediti può risolvere con tempistiche certe e percentuale di successo attendibile anche situazioni molto complicate. Il tutto cercando di recuperare per l’intero il proprio credito.

 


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