Le cartolarizzazioni, la procedura per mettere in sicurezza i crediti deteriorati

Da una parte favorire una crescente trasparenza nel mercato, dall’altra limitare la burocrazia, in modo da non intralciare gli sforzi degli operatori che - su base professionale - “trattano” i crediti deteriorati in modo da recuperare la maggior quota possibile. Sono le due esigenze che hanno orientato l’evoluzione normativa nel campo delle cartolarizzazioni, un settore del mercato che ha assunto un peso crescente negli ultimi 20 anni e che, se ben regolamentato, può aiutare a minimizzare i rischi di crisi sistemiche
Che non tutti i prestiti vengano restituiti è normale per il business bancario, anche se il fenomeno assume dimensioni particolari nelle fasi di crisi economica, quando anche i debitori strutturalmente con buoni fondamentali possono trovarsi in difficoltà nella restituzione. Di fronte al rischio concreto di non vedersi restituire la somma prestata, la banca di solito preferisce cartolarizzare il credito e incassare una quota inferiore del valore nominale. 

Lo strumento che trasferisce ad altri il rischio di credito 

Cominciamo dalla natura della cartolarizzazione (o securitization per usare il termine inglese). Semplificando al massimo, si tratta di trasformare un credito ‘in carta’, cioè in un asset finanziario sul quale altri possono investire. In questo modo si ha un trasferimento del rischio di credito da un operatore finanziario (l’originator) a soggetti terzi, incentivati a investirvi dalla prospettiva di un rendimento adeguato.
La cartolarizzazione è uno strumento molto utilizzato ad esempio dalle banche per smaltire i propri crediti deteriorati, cioè quelli divenuti ormai di difficile esigibilità. Con questa procedura e la presa in carico dei crediti da parte di altri soggetti, infatti, l’istituto trasforma un asset illiquido in liquidità, che in questo modo può essere rimesso nel circolo economico.

 
Le cartolarizzazioni


I 5 soggetti coinvolti nella cartolarizzazione

Anche se il principio di base è semplice, in realtà le cartolarizzazioni sono operazioni complesse che richiedono diversi passaggi e il coinvolgimento di soggetti professionali. Innanzitutto occorre creare una Società Veicolo che abbia come attività esclusiva la cartolarizzazione. Quindi è previsto il coinvolgimento di un Arranger, l’azienda che promuove e struttura l’operazione, che tratta le condizioni del contratto e individua i potenziali investitori. Finita questa fase preliminare, entra in gioco il Servicer, intermediario finanziario soggetto alla vigilanza di Banca d’Italia, che si occupa di gestire il portafoglio. Di solito sul mercato si distingue tra Master Servicer, che tra le altre cose cura gli adempimenti previsti dalle normative in merito all’antiriciclaggio, e lo Special Servicer che si occupa di gestire gli incassi dei crediti in portafoglio con l’intento di massimizzare il risultato della gestione e curarne le condizioni di rimborso. 

 

Servizi di supporto ai Servicer per recuperare il credito

La percentuale di recupero dei crediti è fortemente legata alla quantità e alla qualità delle informazioni a disposizione del creditore. Conoscere in maniera approfondita tutte le caratteristiche di un prestito è la strada maestra per un approccio il più possibile personalizzato. Per questo è utile affidarsi a servizi professionali come quello di Innolva, che affianca i Servicer per analizzare aspetti rilevanti dei crediti come: negatività; visure camerali con bilanci e indici di bilancio; report immobiliari catastali; report immobiliari approfonditi per trophy asset; infine relazioni notarili, visure ipocatastali e score immobiliare. Un lavoro al quale si affianca l’attività nella gestione della phone collection relativamente ai crediti medio-piccoli, scaduti da poco oppure non scaduti, nonché ai crediti in bonis.
I servizi di Innolva sono costantemente aggiornati anche alla luce dell’evoluzione normativa. Per approfondire, sul sito è possibile consultare tutta la gamma di attività di Innolva dedicate al recupero crediti.

 

Le cartolarizzazioni

 

Regolamento UE n. 557 e n. 558, novità su cartolarizzazioni sintetiche e NPE

Nell’aprile del 2021 la Commissione Europea è intervenuta sulla normativa vigente per disciplinare in modo più completo e razionale, da un lato, le cartolarizzazioni sintetiche di bilancio (che comportano, per l’ente finanziario, il trasferimento del rischio di credito gravante su alcuni portafogli senza, però, cederne la proprietà) e dall’altro le cartolarizzazioni delle esposizioni deteriorate, esplose a seguito della crisi da Covid-19. 
Le novità sono contenute nei Regolamenti europei n. 557 e n. 558 del 2021. Per quanto riguarda le cartolarizzazioni sintetiche, ad esse viene estesa la disciplina propria delle cartolarizzazioni tradizionali, che prescrive che le operazioni rispondano ai requisiti di semplicità, trasparenza e standardizzazione (STS). In merito alle esposizioni deteriorate, la normativa mira a rimuovere gli ostacoli regolamentari alla cartolarizzazione delle esposizioni deteriorate. In questo modo Bruxelles prova ad affrontare la nuova ondata di insolvenze legate alla crisi pandemica puntando a creare le condizioni perché le difficoltà di singole aziende –inevitabili nel libero mercato – non si trasformino in crisi sistemiche.

 
 


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