Accertamenti patrimoniali: a cosa servono, quando e come farli

Il recupero di un credito  è un’operazione che nessuna impresa vorrebbe mai dover affrontare, ma purtroppo la realtà insegna che le cose stanno ben diversamente. Fortunatamente però esistono modalità per gestire al meglio questo incidente di percorso ed evitare così che diventi un vero e proprio problema per i conti aziendali. Il segreto è arrivare preparati allo spiacevole appuntamento grazie agli accertamenti patrimoniali
L’accertamento patrimoniale consente infatti di sapere chi abbiamo davanti, quali sono le sue reali capacità di pagamento e la sua solidità. Possiamo insomma calibrare la nostra strategia per ottenere il dovuto, rendendola il più efficace possibile, senza costose perdite di tempo o procedure giudiziali che non portano a nulla. 
L’accertamento patrimoniale si rivela inoltre molto utile non solo quando il credito deve essere recuperato ma ben prima che si arrivi a questo punto di non ritorno. Esso rappresenta infatti un valido deterrente. I debitori, se devono fare i conti con una liquidità che scarseggia, preferiscono saldare i creditori più forti e strutturati e lasciare a bocca asciutta quelli che ritengono più deboli.

Un’indagine a 360 gradi sui beni in Italia e all’estero

Un’indagine patrimoniale, se fatta bene, è però un’operazione tutt’altro che semplice, che richiede l’impiego di professionisti in materia. I dati da mettere assieme ed analizzare per comporre il quadro più completo e veritiero possibile sono numerosi. Non di rado poi è necessario effettuare indagini in altri Paesi, nel caso in cui il debitore abbia attività o proprietà all’estero. 
Si tratta infatti di individuare tutti i suoi beni immobili, siano essi uffici, magazzini o abitazioni, di stimarne il valore di mercato, che quasi sempre ha poco a vedere con la rendita catastale riportata sui documenti ufficiali, e di valutare quali beni aggredire. Questo passaggio è estremamente delicato perché il valore dell’immobile deve non solo coprire quello del credito ma anche il costo dell’intera procedura, che può essere anche piuttosto cara a seconda della casistica.

 

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Gli errori da non commettere negli accertamenti patrimoniali

Un altro errore da non commettere è quello di ignorare le ipoteche. Se l’immobile dal valore potenzialmente più alto fosse già stato dato in garanzia, sarebbe senza dubbio una scelta saggia quella di aggredirne uno di minor valore ma libero da gravami. E questo per il semplice fatto che la vendita forzata di quello più caro andrebbe a beneficio di un altro creditore e non della nostra azienda. Così come è un dettaglio che non si può trascurare l’eventuale cointestazione del bene immobile, ovvero se il nostro debitore condivide la proprietà con qualcun altro. In questo caso finirebbe all’asta solo la quota di chi ci deve i soldi, facendo scendere drasticamente il potenziale ricavo, soprattutto perché un bene cointestato attira pochi offerenti (spesso nessuno).
Per approntare una strategia vincente non è dunque sufficiente recuperare le visure in Italia o all’estero con i relativi dati catastali, ma bisogna anche essere in grado di capire cosa c’è dietro.

La complessità delle indagini sui beni mobiliari

Una volta raccolte e messe in ordine le informazioni sui beni immobili, è poi la volta di quelli mobili. La ricerca in questo campo è, se possibile, ancora più complessa perché il loro numero può essere alto e la valutazione complessa. Si va infatti dalle autovetture ai macchinari per la produzione, passando per le merci e gli arredi degli uffici. Ancora più difficile è la situazione in cui vengano aggrediti beni immateriali come i marchi e i brevetti. In questo caso infatti la corretta valutazione risulta oltremodo difficile.

 

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Documenti a prova di giudice per ottenere il pignoramento

Un quadro di per sé già molto complesso per la moltitudine di dati, diventa un vero e proprio labirinto quando le informazioni raccolte devono essere prodotte in tribunale. Per avere il via libera dal giudice al pignoramento dei beni del nostro creditore, la documentazione deve rispettare determinati criteri che solo un professionista conosce bene. 
La semplice visura catastale, solo per citare un esempio, non è sufficiente: è necessaria quella ventennale. La prima infatti fotografa solo i dati di censimento dell’immobile, la seconda è invece una vera e propria indagine che ricostruisce tutti i passaggi di proprietà del bene immobile nei due decenni precedenti. Cosa che non di rado richiede molto tempo e il reperimento di numerosi documenti.

L’importanza di una società specializzata

La gestione di tutta la procedura può dunque essere molto efficiente, con una vantaggiosa riduzione dei tempi, solo se affidata ai professionisti di una società specializzata in questo tipo di indagini come Innolva.
Innolva è in grado di effettuare tutto il lavoro preparatorio e di accompagnare poi il cliente in tribunale, nel caso fosse necessario. I suoi servizi per la gestione del processo di esecuzione immobiliare vanno dal pignoramento alla stesura della certificazione notarile sostitutiva. Affidabilità ed efficienza sono garantite dalla competenza degli esperti interni e dalla collaborazione con qualificati studi legali. Un vero e proprio network di competenze che solo una società così strutturata come Innolva può offrire.

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