Stazioni ricarica auto elettriche, una mappa delle aziende servite in Italia

L’Italia accelera verso la transizione ecologica e uno dei booster del cambiamento è il trend della mobilità elettrica. Mese dopo mese il Paese si attrezza con nuovi punti di ricarica per i veicoli green, innalzando progressivamente gli standard di sostenibilità nazionali e delle imprese. 
Anche le aziende possono guadagnare da un allargamento del parco punti di ricarica: infatti maggiore è la concentrazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici e più elevati risultano i livelli ESG dell’impresa. Questo perché un’azienda con un buon numero di punti di ricarica nel raggio di pochi chilometri, ne beneficia in termini di valutazione di sostenibilità.

Nel futuro il numero dei punti ricarica in Italia potrebbe aumentare in modo esponenziale. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), varato dal governo per assicurarsi il contributo europeo del Recovery Fund e pari a 191,5 miliardi di euro, stima al 2030 circa 6 milioni di veicoli elettrici sulle strade italiane per i quali si pensa siano necessari 31.500 punti di ricarica rapida pubblici. A tale proposito il PNRR destina 740 milioni di euro per la creazione delle nuove infrastrutture, a cominciare dalle colonnine. 

Per questo motivo il governo e il ministero della Transizione Ecologica hanno stanziato 90 milioni di euro dedicati all’acquisto e all’installazione di infrastrutture e stazioni di ricarica per auto elettriche, dando il via all’iniziativa bonus colonnine che prevede un contributo statale a fondo perduto del 40%. L’iniziativa è dedicata alle aziende, agli enti pubblici e ai privati che svolgono un’attività commerciale e ogni richiedente può presentare una sola domanda di risarcimento. I 90 milioni messi a disposizione dal governo sono così ripartiti: 

L’80% è destinata alle imprese che hanno intenzione di eseguire interventi con un valore inferiore a 375mila;
Il 10% per gli interventi di cifra superiore;
il restante 10% per le persone fisiche nell’esercizio di attività di impresa.

La maggiore concentrazione al Centro-Nord

Ma qual è oggi la fotografia in Italia relativamente alla presenza delle infrastrutture di ricarica? Di seguito verrà analizzata nel dettaglio sia la presenza delle colonnine in Italia per singola regione, sia la distanza dei punti ricarica dalle aziende sparse sul territorio nazionale. In questo modo verrà fornito un quadro della situazione chiaro ed esaustivo circa il parco delle infrastrutture di ricarica elettrica italiane.

 

Stazioni ricarica auto elettriche, una mappa delle aziende servite in Italia

 

Ad oggi le stazioni di ricarica in Italia sono 83.582. Nel periodo ottobre-dicembre 2021, secondo i dati Motus-e, si è registrato un incremento del 5%, con 1.230 nuovi punti installati. Purtroppo circa il 13% delle infrastrutture installate, secondo i dati, risulta attualmente non utilizzabile dagli utenti finali a causa del mancato allacciamento alla rete da parte del distributore di energia o per altre motivazioni autorizzative. Un dato in linea con quello dello scorso trimestre (12%), ma comunque in miglioramento rispetto a dicembre 2020 (22%).

La distribuzione delle colonnine non è uniforme. Le prime tre regioni per numero di stazioni sono:
Lombardia: 26,5%
Lazio: 11,6%
Emilia Romagna: 10,4%

Le percentuali di presenza diminuiscono drasticamente al Sud. Basti pensare che in Sardegna la percentuale di punti di ricarica è dello 0,9% mentre in Sicilia la quota sale leggermente al 4,6%. Anche nel Molise la percentuale di colonnine risulta decisamente bassa, intorno allo 0,4%, alla stregua della Basilicata (0,5%) e dell’Abruzzo (1,2%). 

Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, più comoda la ricarica dell’auto aziendale

Un altro dato utile a fotografare la situazione dei punti ricarica in Italia, riguarda la scomposizione del dato sulla distanza dei punti ricarica dalle imprese. Il percorso che separa le colonnine dalle imprese è un fattore determinante per fissare gli standard di sostenibilità delle aziende. 

Prendendo come riferimento le prime tre regioni italiane per numero di punti ricarica, ovvero Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna, in Lombardia le aziende con colonnine situate a meno di 100 metri sono 154 mentre quelle con un’infrastruttura di ricarica situata a meno di 200 metri sono 695. Il numero, parlando sempre delle aziende lombarde, aumenta in modo esponenziale al crescere della distanza: 2.185 le aziende con le colonnine a meno di 300 metri e 14.791 quelle con punti di ricarica nel raggio di 500 metri. Stesso trend per il Lazio: sono 93 le aziende con le colonnine entro 100 metri, 417 le imprese con punti ricarica entro i 200 metri, 1.110 entro i 300 metri, 2.114 nel raggio di 400 metri e 5.793 entro il mezzo chilometro. Ancora, 104 aziende emiliane presentano colonnine entro i 100 metri, 1.205 entro 200 metri, 2.161 entro i 300 metri e ben 8.652 entro i 500.

 

Stazioni ricarica auto elettriche, una mappa delle aziende servite in Italia

Senza dubbio, la mobilità elettrica è uno dei pilastri della transizione ecologica. Le imprese che si dotano di auto elettriche guadagnano in termini di valutazione ESG, per quanto riguarda alcuni parametri. Uno studio utile di analisi dei casi virtuosi è quello della Germania, data l'importanza che l'industria automotive ricopre nell'economia tedesca. Il settore infatti è il principale datore di lavoro del Paese e anche uno dei più longevi, quindi dal suo futuro dipendono non solo centinaia di migliaia di lavoratori, ma anche un numero altrettanto ampio di pensionati. Il governo tedesco punta a convincere le persone ad acquistare automobili green, mentre i consumatori si mostrano ancora refrattari per varie ragioni, tra cui la distanza percorribile e la convenienza del diesel. Di conseguenza, i veicoli elettrici rappresentano solo il 4% di quelli venduti nel Paese. Comparando il caso tedesco con quello italiano, in Italia i trasporti sono il primo settore per emissioni di gas a effetto serra con 104 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.

Oggi in Italia circolano 200.000 auto elettriche, il doppio di quelle (99.000, più 6.400 veicoli commerciali leggeri) che si contavano nel 2020, di cui circa 60.000 immatricolate proprio lo scorso anno, quasi il triplo (+251%) del 2019 e il 4,3% delle immatricolazioni totali. Solo tra gennaio e settembre 2021 se ne sono aggiunte 100.000, con una crescita impressionante soprattutto se rapportata alle performance non brillanti del mercato dell’automotive. Le auto elettriche nel 2020 sono state comprate in particolare al Nord (67%), seguito dal Centro (26%) e dal Sud (7%), con una distribuzione regionale molto eterogenea che rispecchia, per l’appunto, il diverso grado di diffusione delle infrastrutture di ricarica.

 


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