Valutazione ESG delle aziende: i fattori sociali

La sostenibilità in un’impresa non è solo un concetto legato all’ambiente ma un qualcosa di strettamente connesso al business, alle performance, alla finanza, alle risorse umane, alla governance. Tutto questo, ben delineato nell’Agenda ONU 2030, deve essere inquadrato sotto i cosiddetti “obiettivi e traguardi”. Nel valutare un investimento, sempre più frequentemente, vengono presi in considerazione anche i cosiddetti criteri ESG, ovvero quegli standard che definiscono il livello di sostenibilità dentro un’azienda, da innumerevoli punti di vista. Più un’impresa si avvicina ai criteri ESG, più diventa meritevole di certi benefici, per esempio una maggiore possibilità di accesso al credito bancario.
Tutto ciò premesso, una componente fondamentale di suddetti standard è quella social. Di cosa si tratta? La caratteristica essenziale di questo fattore sta nella volontà di un'organizzazione, intesa come ente o azienda, di integrare aspetti sociali ed ambientali nelle proprie scelte decisionali e industriali e di essere responsabile di rendere conto degli impatti delle proprie decisioni.

Il rating di sostenibilità sociale

I criteri sociali applicati agli standard ESG analizzano il modo in cui l’impresa tratta le persone. Volendo fare un esempio, è possibile citare la gestione del capitale umano, la diversità e le pari opportunità, le condizioni di lavoro, la salute e la sicurezza sul posto di lavoro. Per capire l’importanza di una simile componente, basti ricordare che l’EBA, l’Autorità di Vigilanza Europea sul sistema bancario, definisce tali criteri come rischi posti dalle esposizioni di una banca verso controparti che possono essere influenzate negativamente dai fattori sociali. Senza considerare che il regolatore invita il sistema finanziario a considerare i fattori ESG nella concessione del credito, intercettando e valorizzando le aziende sostenibili. 

 

I criteri sociali applicati agli standard ESG analizzano il modo in cui l’impresa tratta le persone. Volendo fare un esempio, è possibile citare la gestione del capitale umano, la diversità e le pari opportunità, le condizioni di lavoro, la salute e la sicurezza sul posto di lavoro.

 

Allargando lo sguardo al livello europeo, la componente sociale nell’ambito dei criteri ESG trova ampio spazio nel Piano d'azione della Commissione Europea, il Financing Sustainable Growth, il quale definisce fattori sociali le tematiche che riguardano questioni di disuguaglianza, inclusività, rapporti di lavoro, investimenti in capitale umano e nelle comunità. Ora, i driver più importanti per la componente sociale sono:
la gestione delle risorse umane; 
le condizioni e standard di lavoro;
la gestione dei clienti;
gli impatti sulla comunità.

Buona Performance ESG e credito bancario

Più nel dettaglio, il 9 dicembre dello scorso anno la Commissione europea ha presentato il Piano di cui sopra per l’economia sociale volto, da uno sguardo macro, a sviluppare il potenziale di crescita di imprese sociali, cooperative, fondazioni e associazioni non-profit e incrementare il contributo alle transizioni verde e digitale. Una strategia, come si legge nel preambolo del medesimo piano, volta a “costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell’economia e dell’innovazione sociale” e risultato di un ampio processo di consultazione con i cittadini e i portatori di interessi.
Come accennato, più l’azienda si avvicina agli standard ESG, più ne guadagna in merito creditizio, ovvero la possibilità di accedere ai finanziamenti bancari. I fattori ESG, infatti, possono mitigare il rischio di credito, grazie all’influenza che essi esercitano sui flussi di cassa dei debitori nonché la stima di probabilità di default dell’impresa considerata. In altre parole, più un’impresa è sostenibile, soprattutto da un punto di vista sociale, più avrà probabilità di essere sostenuta dal sistema bancario e dunque di risultare solvente. 
I fattori che influenzano le relazioni commerciali tra impresa-cliente-banca sono ad esempio:
l'asimmetria informativa;
la trasparenza rispetto all’impatto sociale.

Per quanto riguarda il primo punto, per le banche e gli investitori, nella pubblicazione da parte di un’impresa del report di sostenibilità conta soprattutto la qualità dello stesso report. Che cosa vuol dire? In altre parole rendendo pubbliche all’esterno le informazioni, in precedenza conosciute solo al proprio interno, le aziende limitano l’asimmetria informativa e quindi creano le condizioni per un migliore accesso al credito.

 

I criteri sociali applicati agli standard ESG analizzano il modo in cui l’impresa tratta le persone. Volendo fare un esempio, è possibile citare la gestione del capitale umano, la diversità e le pari opportunità, le condizioni di lavoro, la salute e la sicurezza sul posto di lavoro.

 

L’altro caposaldo è la trasparenza e il suo impatto sugli aspetti sociali. Qui il cuore della questione è l’eliminazione delle distanze tra le persone e il concetto di rete. Scelte aziendali in questo ambito vengono effettuate in modo che risultino strettamente legate alla strategia commerciale e di business dell’azienda, che vede al centro la rete come abilitatore delle connessioni umane. 

Innolva sviluppa la valutazione ESG

Innolva supporta le imprese nel raggiungere gli standard di sostenibilità trattati in questo articolo. Il suo metodo per la valutazione ESG fa riferimento sia al World Economic Forum Framework che al GRI - Global Reporting Initiative, l’ente internazionale che definisce gli standard di sostenibilità relativi a organizzazioni di qualunque dimensione e Paese di provenienza. Per la precisione si tratta di target universali accompagnati da tre altrettanti standard specifici per l'ambito economico, ambientale e sociale.
La valutazione ESG sviluppata da Innolva prende in considerazione sia i dati peculiari dell’impresa basati oltre 50 indicatori sia le stime sulle emissioni di quella determinata tipologia di azienda ricavate da fonti ufficiali, quali ISTAT e ISPRA. Inoltre, sono stati aggiunti i dati legati al rischio fisico e di transizione, come richiesto da Banca d’Italia. Un vantaggio netto, dal momento che la medesima valutazione non solo è affidabile e precisa, bensì aggiornabile in qualsiasi momento. 


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