Agenda 2030, la rivoluzione sostenibile parte dalle imprese

Non c’è sostenibilità senza imprese sostenibili e non c’è transizione ecologica senza un’economia in grado di cambiare pelle. Per questo l’Agenda 2030 dell’Onu, che racchiude la sfida globale per un mondo più sostenibile non può prescindere da un sistema economico, sociale e d’impresa che non stia al passo con il cambiamento. Sostenibilità, rivoluzione verde, mobilità e sviluppo sostenibile, sono le chiavi di volta di un cambiamento planetario non più procrastinabile. Discorso che vale tanto per le imprese, quanto per i governi nazionali. La stessa recente Cop 27 in Egitto ha sancito uno storico via libera a un fondo per gli Stati più vulnerabili. A dimostrazione di un cambiamento ormai inarrestabile.

Tornando all’Agenda 2030, si fa riferimento a una sfida che riguarda i governi delle nazioni aderenti all’Onu e che coinvolge in modo diretto soprattutto le imprese - pubbliche e private - e i cittadini. Si tratta di un impegno comune e concreto che consente di costruire un mondo più sostenibile. L’attuazione dell’Agenda 2030 richiede, d’altronde, un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese private al settore pubblico, dalla società civile agli operatori dell’informazione e cultura.

La guerra in corso, gli effetti sul cambiamento climatico e gli anni della pandemia ci dimostrano quanto ci sia da fare in ambito di sviluppo sostenibile. L’Agenda 2030 ha tracciato un percorso preciso e ambizioso che prevede 17 obiettivi:

Sconfiggere la povertà
Sconfiggere la fame
Salute e benessere
Istruzione di qualità
Parità di genere
Acqua pulita e servizi igienico-sanitari
Energia pulita e accessibile
Lavoro dignitoso e crescita economica
Imprese, innovazione e infrastrutture
Ridurre le disuguaglianze
Città e comunità sostenibili
Consumo e produzione responsabili
Lotta contro il cambiamento climatico
Vita sott’acqua
Vita sulla Terra
Pace, giustizia e istituzioni solide
Partnership per gli obiettivi

Ogni obiettivo è scandito da target precisi e strumenti di attuazione da adottare che coinvolgono diversi ambiti e tengono conto in maniera equilibrata delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: economica, sociale ed ecologica. Tutto parte dal fatto che tutte le aziende sono direttamente coinvolte in questo processo e chiamate a fare nel tempo la loro parte. Senza imprese sostenibili non c’è sostenibilità. Un esempio? La sostenibilità sociale. La crescita della povertà e l’aumento delle diseguaglianze, infatti, impongono un maggior impegno sociale. Dal miglioramento della qualità del lavoro, passando per il benessere dei dipendenti in azienda sino alla riduzione dei divari, sia generazionali e sia di genere. Secondo l’indagine della Fondazione Sodalitas,  le imprese sono chiamate ad agire su un duplice fronte, interno (i dipendenti) ed esterno (la comunità di appartenenza). In particolare dalle imprese ci si attende un impegno rivolto a:

Migliorare la qualità del lavoro/il benessere dei dipendenti in azienda
Migliorare la qualità della vita delle comunità dove l'impresa opera
Promuovere politiche attive per i giovani per valorizzarli e motivarli
Ridurre le diseguaglianze (sociali, geografiche/territoriali, di generazione, di
genere)
Difendere i diritti umani e sociali tramite un'attenta gestione della catena di
fornitura

 

Agenda 2023

 

Ma c’è di più. Andando oltre l’aspetto sociale, risultano interessanti gli obiettivi fissati nell’Agenda 2030 che riguardano l’innovazione e le infrastrutture oltre che il consumo e la produzione sostenibile. Non bisogna mai dimenticare che sostenibilità fa rima con crescita. Le imprese che investono in transizione e sostenibilità, infatti, generano automaticamente grandi opportunità per la crescita. E questo per diversi motivi:

per i vantaggi economici che possono portare allo sviluppo di strategie e pratiche sostenibili. Aumentare l’efficienza delle attività e dei processi aziendali, con uso più razionale delle risorse con conseguente riduzione dei costi può risultare determinante in ambito business

per la condivisione dei valori. È indubbio che acquisire pratiche di sostenibilità ha una ricaduta positiva anche sulla reputazione di un brand e quindi anche sulla sua redditività

per il Risk Management e la Business Continuity perché la revisione dei processi rappresenta una grande occasione anche per adeguare i propri modelli alle strategie di continuità operativa, gestione dei rischi e protezione dei dati personali

Un altro importante segnale per le aziende arriva poi contestualmente dal Piano nazionale ripresa e resilienza che ha posto le basi per una nuova visione che vuole porre delle misure di sostegno alle imprese date le difficoltà degli ultimi anni: i finanziamenti previsti dal governo italiano, su impulso dell’Europa, riguardano infatti digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, inclusione e coesione, salute. 

Più nel dettaglio, sono sei le missioni del Pnrr:
Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura (a cui sono destinati 40,32 miliardi)
Rivoluzione verde e transizione ecologica (59,47 miliardi)
Infrastrutture per una mobilità sostenibile (25,40 miliardi)
Istruzione e ricerca (30,88 miliardi)
Inclusione e coesione (19,81 miliardi)
Salute (15,63 miliardi)

 

Valutazione ESG delle aziende: i fattori di governance

 

Come si può intuire dalla ripartizione dei fondi, la sostenibilità è uno dei principi portanti del Pnrr. Il rispetto per l’ambiente, ma anche la sostenibilità economica di un progetto, assumono in questo contesto una valenza strategica. Ecco perché il 37% dei fondi sarà dedicato alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica. Insomma, una grande rivoluzione è in atto e diventa sempre più chiaro quanto le aziende debbano abbracciare una sfida importante e complessa per sopravvivere. Ecco perché diventa centrale non solo adeguarsi al trend ma anche conoscere e valutare lo stato di salute patrimoniale e finanziaria dei clienti e delle aziende partner nonché il loro posizionamento in relazione alle nuove sfide di sostenibilità che diventeranno un indice di competitività fondamentale e determinante nei prossimi decenni.

In questo senso, si inseriscono le soluzioni di Innolva. Come? Attraverso la valutazione ESG che prende in considerazione i dati peculiari dell’impresa basati su oltre 50 indicatori e le stime sulle emissioni di quella determinata tipologia di azienda ricavate da fonti ufficiali all'interno dei servizi di business information di Innolva. Per tracciare l’identikit di un’azienda sostenibile: il primo passo verso un cambiamento più grande.

 


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