Come individuare il titolare effettivo di un’impresa

Conoscere il titolare effettivo di un’impresa è utile non solo in vista di rapporti commerciali con aziende che non si conoscono a fondo, ma anche in ottica antiriciclaggio. Infatti l’evoluzione normativa a partire dal decreto legislativo n.231 del 2007 ha introdotto il concetto di responsabilità amministrativa, per il quale è fondamentale conoscere la persona alla quale sono riconducibili determinate scelte fatte dall’impresa.

Informazioni cercasi: il ruolo dell’AML manager

Il tema ha grande rilevanza per chi lavora in banca o all’interno di un istituto finanziario, ma sempre più spesso anche per i manager di altre imprese. Identificare il titolare effettivo è fondamentale per prevenire possibili rischi di frode evidenziando le relazioni tra i soggetti e gli effettivi livelli di responsabilità. Questo vale ancor più alla luce delle normative introdotte per contrastare il finanziamento del terrorismo e per impedire l’ingresso di risorse di origine criminale nel sistema economico, con la conseguenza di inquinare la regolare competizione di business.
Queste finalità hanno spinto il legislatore a prevedere obblighi di collaborazione informativa tra imprese, istituzioni finanziarie, professionisti e pubblica amministrazione, nella convinzione che solo un’azione coordinata possa portare risultati concreti su questo fronte. 
Per i manager dell’antiriciclaggio (AML manager) nei contesti aziendali in cui sono presenti, o per chi svolge queste mansioni diventa fondamentale conoscere il cliente, anche laddove il titolare della controparte non è immediatamente evidente.

 

individuare il titolare effettivo


La definizione di legge del titolare effettivo

Ai sensi del D.Lgs. 231, il titolare effettivo è identificabile come “la persona fisica o le persone fisiche, diverse dal cliente, nell’interesse della quale o delle quali, in ultima istanza, il rapporto continuativo è instaurato, la prestazione professionale è resa o l’operazione è eseguita”.
La normativa italiana è stata poi aggiornata alla luce delle indicazioni comunitarie, con il D.Lgs. n.90 del 2017 che detta i criteri per il riconoscimento del titolare effettivo. 
Nel caso in cui il cliente sia una società di capitali, costituisce indicazione di proprietà diretta la titolarità di una partecipazione superiore al 25% del capitale del cliente, detenuta da una persona fisica. Mentre costituisce indicazione di proprietà indiretta la titolarità di una percentuale di partecipazioni superiore al 25% del capitale del cliente, posseduto per il tramite di società controllate, società fiduciarie o per interposta persona.
Nelle ipotesi in cui l’esame dell’assetto proprietario non consenta di individuare in maniera univoca la persona fisica o le persone fisiche cui è attribuibile la proprietà diretta o indiretta dell’ente, il titolare effettivo coincide con la persona fisica o le persone fisiche cui, in ultima istanza, è attribuibile il controllo del medesimo in forza: del controllo della maggioranza dei voti esercitabili in assemblea ordinaria; del controllo di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante in assemblea ordinaria; dell’esistenza di particolari vincoli contrattuali che consentano di esercitare un’influenza dominante.
Se questi tentativi non consentono di arrivare all’identificazione del titolare effettivo, questa figura coinciderà con la persona fisica o le persone fisiche titolari di poteri di amministrazione o direzione della società.

 

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La ricerca professionale

Fin qui le norme. Di certo c’è che non sempre l’azienda ha le risorse, le competenze o quanto meno il tempo per effettuare in proprio le ricerche, spesso particolarmente ostiche.
Ci sono società specializzate come Innolva che offrono un servizio professionale di ricerca del titolare effettivo, in modo da prevenire possibili rischi di frode evidenziando la reale natura delle relazioni tra i soggetti e gli effettivi livelli di responsabilità. Il servizio consente l’identificazione del titolare effettivo per le società con capitale e quote definite, per le società di persone e per le società con natura giuridica diversa. Dove non è possibile l’identificazione il servizio, rileva i titolari tra gli esponenti con carica rilevante.
Le informazioni sulla titolarità effettiva devono essere ottenute e conservate per almeno cinque anni nel “Fascicolo del titolare effettivo”, allo scopo di renderle disponibili ai soggetti obbligati, cioè assicurazioni, intermediari bancari e finanziari, società di revisione, notai, commercialisti, avvocati e così via “in occasione degli adempimenti strumentali all’adeguata verifica della clientela” ai quali sono tenuti tutti i soggetti in questione. 

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