V Normativa Antiriciclaggio: cosa devi sapere per rispettare la legge

I controlli necessari per essere in regola con la normativa sull’antiriciclaggio

Le misure antiriciclaggio potrebbero conoscere a breve un ampliamento della platea dei soggetti obbligati. Un disegno di legge presentato al Senato prevede infatti l’estensione delle misure esistenti all’ambito delle esecuzioni immobiliari, inserendo tra i soggetti tenuti all’obbligo dell’adeguata verifica anche i professionisti delegati nominati dal giudice dell’esecuzione, i curatori, i commissari giudiziali e i liquidatori giudiziali nominati dal tribunale nelle procedure concorsuali.

La normativa esistente

A partire dal 1990 il GAFI, conosciuto in ambito internazionale con l’acronimo FATF (Financial Action Task Force), ha aggiornato, in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, le proprie «raccomandazioni» che costituiscono un punto di riferimento al quale deve uniformarsi tutta la comunità finanziaria.
Negli anni il legislatore italiano ha introdotto una serie di misure per prevenire e reprimere il riciclaggio di denaro, beni o altre utilità (cioè il reimpiego in attività lecite di capitali ottenuti illecitamente), in linea con il quadro normativo fissato a livello comunitario. Il pilastro della legislazione nazionale è costituito dal Decreto Legislativo n.231 del 2007, che ha introdotto il concetto di responsabilità amministrativa, per il quale è fondamentale conoscere la persona alla quale sono riconducibili determinate scelte fatte dall’impresa. Per non rischiare di incorrere in una violazione del Codice Penale, banche, intermediari finanziari, assicurazioni e varie categorie di professionisti sono obbligati alla “collaborazione attiva” con il rispetto di specifiche disposizioni che mirano a prevenire e identificare fenomeni di riciclaggio secondo quanto previsto dallo stesso decreto.
Da qui la necessità di responsabilizzare il personale dipendente e i collaboratori esterni; definire i diversi compiti e responsabilità a livello aziendale, dalle analisi alla conservazione della documentazione;
istituire un’apposita funzione antiriciclaggio (non a caso si va diffondendo la figura del responsabile antiriciclaggio o AML manager, dove l’acronimo sta per anti money laundering) incaricata di sovrintendere all’impegno di prevenzione e gestione dei rischi in discorso; organizzare l’attività di controllo che abbia come oggetto il rispetto da parte del personale e dei collaboratori delle procedure interne e di tutti gli obblighi normativi.

 

V Normativa Antiriciclaggio: cosa devi sapere per rispettare la legge


La V Direttiva Antiriciclaggio

Un ulteriore passo in avanti nella legislazione in materia è stato fatto con la V Direttiva Antiriciclaggio del 30 maggio 2018, giunta dopo la stagione degli attacchi terroristici a livello internazionale e alla luce dei crescenti attacchi hacker ai siti Internet. Così, tra le altre cose vengono sottoposti all’obbligo di individuare e segnalare le attività sospette anche i prestatori di servizi la cui attività consiste nella fornitura di servizi di cambio tra valute virtuali (Cripto Valute) e valute aventi corso legale e i prestatori di servizi di portafoglio digitale
Quanto alle carte prepagate, l’indicazione agli Stati è di ridurre gli importi massimi sotto i quali non è obbligatorio effettuare un’adeguata verifica della clientela. Il provvedimento prende in considerazione anche gli strumenti di moneta elettronica anonimi, stabilendo il divieto di emissione e utilizzo.
Agli Stati membri viene chiesto anche di dotarsi delle unità di informazione finanziarie (Uif) deputate a ricevere le segnalazioni di attività sospette, effettuare le dovute analisi e investigare eventuali illeciti. 
Infine un capitolo viene riservato alla trasparenza e all’accessibilità delle informazioni sui titolari effettivi di società, trust e istituti giuridici affini. Per renderlo possibile, viene sottolineata l’importanza di garantire l’accesso ai registri nazionali dei titolari effettivi di società e trust a qualsiasi persona fisica e giuridica.

 

V Normativa Antiriciclaggio: cosa devi sapere per rispettare la legge


L’importanza del titolare effettivo

La direttiva europea è stata recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 125 del 2019, che tra le altre cose ha introdotto alcuni strumenti utilizzabili dalle autorità di vigilanza per mitigare il rischio connesso ai Paesi terzi: tra questi, il diniego all’autorizzazione all’attività per intermediari bancari o finanziari esteri o all’apertura di succursali in Paesi ad alto rischio per gli intermediari italiani.
Il provvedimento consente al nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di effettuare ispezioni e controlli anche con i poteri attribuiti al corpo dalla normativa valutaria e di svolgere gli approfondimenti investigativi delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse dalla Uif.
Quanto al tema della titolarità effettiva, il Decreto Legislativo n.231 del 2007 stabilisce che è identificabile come “la persona fisica o le persone fisiche, diverse dal cliente, nell’interesse della quale o delle quali, in ultima istanza, il rapporto continuativo è instaurato, la prestazione professionale è resa o l’operazione è eseguita”. 
L’intervento del 2019 introduce novità in merito ai criteri per la determinazione della titolarità effettiva di clienti diversi dalle persone fisiche.
Se il cliente è una persona giuridica privata, vengono cumulativamente individuati, come titolari effettivi: i fondatori ove in vita; i beneficiari, quando individuati o facilmente individuabili; i titolari di poteri di rappresentanza legale, direzione e amministrazione.
Quanto al Registro dei titolari effettivi previsto dalla Direttiva, la sua istituzione è stata più volte rimandata. L’ultima bozza circolata sui media prevede il 30 aprile come termine ultimo per comunicare le informazioni sulla titolarità effettiva delle società ed enti. L’obbligo è posto a carico degli amministratori delle imprese dotate di personalità giuridica e delle persone giuridiche private, oltre che per i trust.

Servizi di ricerca professionali

Con il decreto che non è stato ancora approvato e la scadenza così vicina, c’è il rischio concreto che il sistema vada in tilt. Di positivo c’è l’esistenza di aziende che effettuano ricerche di questo tipo in maniera professionale. Come nel caso di Innolva con il servizio di Business Information su imprese e persone, che aiuta a conoscere meglio i partner d’affari e compiere scelte efficaci per gestire, tutelare e sviluppare il proprio business. Tra le altre cose, il servizio può comprendere la ricerca del titolare effettivo, sia con un report specifico sia come dato inserito all’interno di report più ampi; questo servizio consente di identificare la figura nell’ambito delle società con capitale e quote definite, delle società di persone e di quelle con natura giuridica diversa. Dove non è possibile, l’identificazione il servizio rileva i titolari tra gli esponenti con carica rilevante.

 


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