Cosa sono l’AML e il CFT: le sfide per le aziende dal riciclaggio al terrorismo

In un mondo globalizzato, digitalizzato e dalla forte vocazione cyber, il contrasto al riciclaggio (Anti-Money laundering, in breve AML) e al finanziamento del terrorismo (Combating the Financing of Terrorism o CFT) anche in azienda è un aspetto che non può e non deve essere trascurato. Ovviamente bisogna attrezzarsi con tutta una serie di strumenti che possa fare dell’antiriciclaggio e del monitoraggio del rischio i due baluardi di difesa del proprio business.

L’adeguata verifica della clientela costituisce uno dei capisaldi della disciplina antiriciclaggio, insieme alla registrazione e conservazione dei dati ed alla segnalazione delle operazioni sospette e si colloca fra gli adempimenti di natura preventiva. Prima di accendere qualsiasi rapporto continuativo, una prestazione professionale o un’operazione (nel mondo bancario, finanziario, assicurativo, ecc.) il soggetto tenuto deve: 
• identificare il cliente
• riconoscere l’eventuale esecutore
• individuare il titolare effettivo
• verificarli adeguatamente, pesandoli sotto il profilo della sussistenza del relativo rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo

Gli strumenti necessari per la compliance normativa e per garantire la conoscenza del cliente (ottemperando così all’obbligo di “know your customer”, uno dei pilastri portanti della normativa antiriciclaggio) ci sono ma nel tempo si sono arricchiti di un elemento di cui fino al 2007 non si era tenuto conto. Da allora ci si deve infatti confrontare con il rating della controparte, in relazione a due fattori: il rischio di credito, insieme ad altre tipologie di rischio che nascono dal contratto o dall’operazione che si sta per fare, e il rischio potenziale di commettere dei reati di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

 

Anti-Money laundering e Combating the Financing of Terrorism

 

Cosa sono l’AML e il CFT

Per quanto riguarda la differenza tra “anti-money laundering” e “Combating the financing of terrorism”:
• il riciclaggio di denaro comporta costi considerevoli per le persone e le istituzioni e può avere conseguenze devastanti per la società
• Il finanziamento del terrorismo comprende la sollecitazione, la raccolta o la fornitura di fondi con l'intenzione di poterli usare per supportare organizzazioni o atti terroristici. I fondi potrebbero essere ricavati da fonti sia lecite sia illecite
L'obiettivo principale degli individui o delle entità coinvolte nel finanziamento del terrorismo non è dunque necessariamente quello di nascondere le fonti da cui proviene il denaro, ma nascondere sia i finanziamenti sia la natura delle attività finanziate.

In realtà la lotta al riciclaggio di denaro è strettamente legata al contrasto al finanziamento al terrorismo, dal momento che le norme antiriciclaggio si occupano sia dell’aspetto delle fonti dei capitali, sia della loro destinazione. Un’interazione più solida e strutturata tra vigilanza prudenziale e Anti Money Laundering può produrre buoni risultati sotto diversi punti di vista: per esempio dall’esperienza della vigilanza di compliance si possono trarre indicazioni metodologiche per migliorare la misurazione del rischio. È possibile creare indicatori di rischio a livello probabilistico, calcolando in che modo alcuni canali e alcuni settori economici si prestino a un utilizzo da parte della criminalità.

Le figure di controllo in azienda

Chi svolge tale ruolo all’interno delle realtà finanziarie, aziende o banche che siano? Chi, operativamente, svolge le attività di compliance, controllo del rischio di credito, monitoraggio del rischio, “Anti Money Laundering” e “Combating the Financing of Terrorism”? Si tratta di un professionista o un manager, esperto e altamente specializzato nel tracciare il contante derivante da frodi o altri reati. Di giorno in giorno, il lavoro del professionista dell’antiriciclaggio si concentra sull'impedire che tali attività scivolino nel sistema bancario globale. 

In particolare tale figura:
• ha competenze in ambito antiriciclaggio, maturate a seguito dei numerosi incarichi svolti a livello nazionale e internazionale 
• utilizza metodologie allineate alle best practice di settore, sia italiane sia internazionali 
• utilizza strumenti di supporto appositamente sviluppati per lo svolgimento degli incarichi (tra questi, ad esempio la suite AML di Innolva)
• sviluppa l’Assessment sui presidi AML & CFT
• svolge la Valutazione dei sistemi di Transaction Monitoring

 

Anti-Money laundering e Combating the Financing of Terrorism 

Big Data per grandi sfide

Un ruolo non certo secondario nell’Anti Money Laundering e nel Combating the Financing of Terrorism, lo svolgono poi i Big Data
In Italia ad oggi sono attive 5,7 milioni di imprese. Attorno a queste aziende ruotano 6 milioni di persone che hanno cariche in queste aziende, 2 milioni di individui che detengono quote societarie e 2,5 milioni di soggetti identificati come titolari effettivi (le persone che esercitano l’effettivo controllo dell’impresa). Eliminando le duplicazioni di soggetti che ricoprono contemporaneamente più ruoli, si arriva facilmente a circa 7 milioni di persone fisiche che a vario titolo ricoprono ruoli che devono essere indagati con strumenti e informazioni idonei per svolgere un’adeguata verifica del rischio di riciclaggio e finanziamento al terrorismo. 
Quando però il rischio di riciclaggio è elevato, l’adeguata verifica diventa rafforzata. L’indagine delle relazioni deve indagare le connessioni anche oltre il primo livello e non soltanto nell’individuazione del titolare effettivo. In questo caso non bastano le 7 milioni di persone fisiche, ma è necessario navigare all’interno di una rete costituita da oltre 45 milioni di nodi (connessioni tra i vari soggetti del sistema economico italiano) e da oltre 95 milioni di relazioni, che derivano da legami amministrativi e societari, da comproprietà immobiliari, legami di residenza, e altre tipologie. Sono proprio questi legami di non immediata rilevazione, che talvolta mascherano il reale rischio di riciclaggio.

Di fronte a questa enorme mole di dati, la capacità di analisi e selezione delle variabili da analizzare, supportata dall’uso di algoritmi di intelligenza artificiale sono strumenti insostituibili per individuare comportamenti e tendenze di mercato e compiere così scelte ponderate in termini di conservazione e sviluppo degli affari. 

 


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