Come funziona il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese

Un ombrello protettivo dello Stato per facilitare l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese e dei professionisti (cioè quelle persone fisiche titolari di partita IVA esercenti attività di impresa, arti o professioni, anche se non iscritti ad ordini professionali). Nella consapevolezza che, nei momenti difficili come quello che ci stiamo faticosamente lasciando alle spalle, la carenza di liquidità rischia di creare grosse difficoltà anche alle imprese con buoni fondamentali. È la caratteristica in sintesi che ha ispirato la costituzione del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, uno strumento rivelatosi particolarmente utile per favorire la ripresa post-Covid, tant’è che questo veicolo è stato rinforzato proprio dopo lo scoppio della pandemia.

Sostegno alla liquidità per aiutare la ripresa

Infatti, allo scoppio della pandemia si è creato un cortocircuito che ha spinto molti istituti a irrigidire le politiche di concessione dei prestiti. Una situazione che può essere superata ricorrendo al Fondo, in quanto questo veicolo offre la garanzia dello Stato alla banca (o altro intermediario finanziario contattato dall’impresa), in modo che queste possano concedere il finanziamento senza rischi (o, quantomeno, con rischi ridotti). Al tempo stesso le imprese o professionisti non sono costretti a fornire garanzie come le fideiussioni, che comportano degli extracosti. 
La garanzia viene rilasciata dal Fondo attraverso la Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale (MCC), ma va precisato che questo ente non interviene direttamente nel rapporto banca/impresa e che quindi i tassi di interesse, le condizioni di rimborso, l’eventuale richiesta di garanzie aggiuntive sulla parte non coperta dal Fondo e così via sono stabiliti attraverso la libera contrattazione tra banche e imprese.

 

Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

 

I criteri di accesso al Fondo Centrale di Garanzia

Quanto alla procedura, il soggetto interessato deve rivolgersi all’istituto di credito (o società finanziaria) per chiedere il finanziamento e specificare che intende avere accesso alla garanzia statale. Toccherà poi alla banca inviare, in autonomia o tramite un service specializzato, la domanda al Fondo di Garanzia. In alternativa, l’impresa o il professionista si può rivolgere a un Confidi che garantirà in prima istanza il finanziamento, richiedendo poi la controgaranzia al Fondo.
L’accesso alla garanzia pubblica è consentito alle PMI (comprese quelle artigiane) che non hanno più di 250 dipendenti, un fatturato massimo di 50 milioni di euro e un totale attivo massimo di 43 milioni di euro. Le imprese agricole e della pesca possono fare domanda solo tramite Confidi e accedono alla garanzia Mediocredito Centrale unicamente ai sensi del cosiddetto Temporary Framework - una serie di agevolazioni introdotte per salvaguardare le imprese italiane durante l'emergenza.

Maglie larghe per i piccoli imprenditori

Fin qui lo strumento in linea generale. Il DL “Liquidità”, poi modificato dal DL “Sostegni bis” che lo ha potenziato e ne ha ampliato le maglie, prevede misure che restano in vigore – salvo proroghe – fino a fine 2021.
Su piccoli prestiti fino a 30mila euro l'intervento del Fondo copre il 90% dei finanziamenti con durata massima di 15 anni senza che venga effettuata, ai fini della concessione della garanzia, la valutazione del merito di credito. Fermo restando questo tetto massimo, il finanziamento non può superare il 25% dei ricavi o il doppio della spesa salariale annua dell’ultimo esercizio utile. 
È stata inoltre ampliata la platea dei beneficiari: alle PMI e alle persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, si sono aggiunti broker, agenti e subagenti di assicurazione nonché enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti. La garanzia è concessa automaticamente e il prestito può essere erogato dalla banca senza attendere la risposta del Fondo. Per le altre operazioni, la garanzia diretta copre tutti i finanziamenti al 80% fino a un importo massimo garantito di 5 milioni di euro per singolo beneficiario (il doppio di quanto previsto prima delle innovazioni legislative) su operazioni finanziarie della durata massima di otto anni. 
Il plafond disponibile per singola impresa può essere raggiunto anche sommando più domande di ammontare inferiore. La garanzia dei Confidi, invece, può coprire fino al 90% con riassicurazione/controgaranzia del Fondo al 100%.

 

Fondo Centrale di Garanzia per le PMI 

Una spinta alle richieste dal settore privato

Uno strumento utile e all’apparenza semplice può però diventare di complicata gestione: non solo durante la richiesta di garanzia ma anche durante tutta la durata del finanziamento, ci sono scadenze da rispettare ed è necessario rilevare i cambiamenti incorsi sul finanziamento per comunicare al Fondo quanto necessario. Questa fase di monitoraggio, se non seguita in modo appropriato, comporta il rischio che la garanzia diventi inefficace, con conseguenze sia per la banca sia per l’impresa.
Per questa ragione ci sono società che supportano con una serie di servizi dedicati i soggetti richiedenti, ovvero le banche, i Confidi e gli enti finanziatori. Innolva ad esempio propone un servizio di gestione completa dalla procedura di accesso al Fondo di Garanzia per le PMI al successivo monitoraggio della garanzia mettendo al servizio del cliente richiedente le competenze dei suoi specialisti per raggiungere l’obiettivo in maniera efficace. 

 


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