L'impatto della guerra Russia-Ucraina su esportazione e importazione

La forte ripresa economica seguita alla crisi dovuta al Covid ha subito trovato un nuovo, grande ostacolo sulla propria strada: il conflitto russo-ucraino. Per le imprese italiane, da sempre votate all’export e specializzate nel manifatturiero (e quindi energivore), si tratta di una enorme sfida. Ben più difficile di quella affrontata a partire dall’esplosione dell’epidemia, che è stata sì grave ma non ha mai coinvolto i rapporti fra Stati e soprattutto non ha mai avuto un orizzonte temporale così incerto. 

Le epidemie, per quanto lunghe, nell’arco di pochi anni si esauriscono, la guerra e le sue conseguenze possono invece avere effetti sul lungo periodo. E la guerra fra Russia e Ucraina sembra avviarsi in questa direzione.
Tutto ciò ha numerose e importanti ricadute sulle imprese italiane che, fin da ora, devono ripensare il proprio business, tenendo conto delle possibili difficoltà di approvvigionamento energetico, delle altrettanto probabili interruzioni della supply chain e della chiusura di un importante mercato di sbocco delle proprie merci come la Russia.

Innolva ha condotto due approfondite analisi su quanto sta accadendo: una maggiormente focalizzata sull’interscambio dal titolo “Export e import: rischi e opportunità” e una dedicata alla guerra dal titolo “Conflitto russo-ucraino. Effetti sull’economia e sulle imprese italiane” .
Entrambe hanno l’obiettivo di evidenziare le difficoltà che stanno emergendo e fornire le soluzioni per mitigarne i danni.

 

Importazione ed esportazione Italia-Russia

L’analisi condotta dagli esperti di Innolva parte dai dati sull’interscambio tra Italia e Russia. 
Roma è il settimo fornitore di Mosca, dove arriva circa il 4,1% dell’intero export tricolore; la Russia è invece l’ottavo fornitore del Belpaese (con una quota del 3%).

 
L'impatto della guerra Russia-Ucraina su esportazione e importazione

Analizzando però più nel dettaglio gli scambi emerge chiaramente come le merci che dall’Italia vanno verso la Russia siano prodotti finiti, mentre nella direzione opposta viaggiano soprattutto le materie prime, in particolar modo il gas
Quasi un terzo (27,9%) del nostro export è rappresentato da macchinari e apparecchi e un altro 17,5% dai prodotti tessili e di abbigliamento. Sono queste dunque le due voci maggiormente minacciate dal conflitto.
Se si cambia prospettiva e si va a vedere quali sono i comparti maggiormente penalizzati dall’interruzione delle forniture in arrivo dalla Russia, troviamo l’agroalimentare, che dipende dall’import di grano tenero per la produzione di pane, farine e biscotti e dall’import di mais per la produzione di mangimi per gli allevamenti.

 
 
L'impatto della guerra Russia-Ucraina su esportazione e importazione   

C’è poi il settore trasversale delle imprese energivore, che stanno facendo i conti con il forte rialzo del prezzo dell’energia elettrica. “Si tratta di imprese che hanno consumi elevati di energia elettrica, con una forte incidenza sul proprio fatturato, per lo più grandi ma anche Pmi - scrivono gli esperti di Innolva - In Italia, si parla di oltre 3.000 imprese. I settori sono i più disparati, dall’industria cartaria alle acciaierie, dalle industrie meccaniche a quelle alimentari”.

 
Import: non solo gas e grano

Nonostante si parli soprattutto dell’import di combustibili fossili e granaglie, Russia e Ucraina sono importanti fornitori di molte altre materie prime e prodotti lavorati. 
Ed è bene non dimenticarlo. Una lista molto dettagliata è contenuta nel report “Export e import: rischi e opportunità

 

Da Kiev, oltre al grano, arrivano:
prodotti della siderurgia
olii e grassi vegetali e animali
pietre, sabbia e argilla
prodotti chimici di base e fertilizzanti
legno
cuoio

 

Da Mosca, oltre al gas, arrivano:
metalli preziosi
prodotti della siderurgia
antracite
prodotti chimici di base e fertilizzanti
carta
legno

 

L'impatto della guerra Russia-Ucraina su esportazione e importazione   

Le contromisure alla crisi offerte da Innolva

Per le aziende italiane il contesto è dunque molto complesso e anche quelle che non hanno rapporti diretti con la Russia rischiano di rimanere vittime del mutato scenario. 
La gestione del rischio rappresenta un tassello di estrema importanza, oggi più che mai, e per implementarla correttamente è necessario avere sotto mano tutte le informazioni necessarie.
Grazie ai potenti strumenti e alle enormi banche dati di cui dispone, Innolva è in grado di identificare i fornitori e clienti che hanno stretti rapporti con la Russia e che potrebbero dunque, da un giorno, trovarsi in difficoltà. Il servizio di analisi del rischio del portafoglio è inoltre in grado di misurare e classificare il livello di solvibilità delle proprie controparti. 
Gli esiti dell’analisi sono consultabili mediante una dashboard interattiva che consente approfondimenti mirati sull’incidenza del rischio in base alla distribuzione geografica dei clienti, al tipo di attività, alla dimensione aziendale, alle esposizioni nelle forniture, alla probabilità di default.

 

Come difendersi dai cyber attacchi

Come ampiamente dimostrato dai numerosi attacchi cyber verso le infrastrutture informatiche di alcune delle più importanti istituzioni italiane, la guerra fra Russia e Ucraina viene combattuta anche in campo digitale. 
Anche su questo fronte Innolva mette a disposizione dei clienti specifici servizi sia a tutela della continuità aziendale che di eventuali vulnerabilità dei relativi partner e fornitori strategici.
Innolva ha infatti sviluppato molteplici soluzioni di prevenzione, monitoraggio e risoluzione delle eventuali situazioni di compromessa sicurezza dei sistemi informatici, che coprono tutte le aree di intervento: sicurezza preventiva, human risk, sicurezza predittiva e sicurezza proattiva

 
 


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